Le origini

La storia di Villa Borri-Manzoli è stata la dimora della famiglia Borri, a Corbetta sin dal XIII secolo. Tradizionalmente si fa risalire la loro prima influenza nella zona a San Mona, vescovo di Milano tra il II e il III secolo e fondatore della prima chiesa locale.

Nel Medioevo i Borri si distinsero nella scena politica milanese, schierandosi con i Visconti nelle lotte con i Torriani. Il prestigio della famiglia raggiunse l'apice con Squarcino Borri, padre di Bonacossa, che fu data in sposa a Matteo I Visconti, Signore di Milano. La relazione è testimoniata anche dall’effigie di Filippo Maria, figlio di Gian Galeazzo, visibile in un timpano sopra la porta d'ingresso sul lato sinistro della Loggia.

Le prime tracce di una 'casa da nobile' a Corbetta risalgono al XVI secolo. Il corpo principale dell'attuale villa venne edificato alla fine del XVII secolo e successivamente ampliato nel Settecento. L'architettura riflette i gusti dell'epoca, con una commistione di elementi classici e caratteristiche tipiche delle residenze lombarde.

L'era Manzoli

Il 4 novembre 1810 la contessina Alda Borri, ultima discendente della famiglia, sposò il nobile Giovanni Manzoli, ufficiale napoleonico. In dote portò la villa e le proprietà agricole circostanti. Questo matrimonio segnò una nuova fase per la dimora, che subì importanti interventi: i saloni interni furono rinnovati, conferendo all'edificio l'aspetto elegante che conserva ancora oggi.

Nell'Ottocento i Manzoli alternavano l'attività agricola a Corbetta con la vita mondana e politica milanese. Nel XIX secolo fu edificata un'ala secondaria che ospitava un allevamento di bachi da seta e un filatoio, poi dismesso. Durante le due guerre mondiali, la villa subì requisizioni e danni significativi, ma una prima fase di restauro negli anni '30 e successivi interventi hanno contribuito a rinnovare il patrimonio architettonico.